“La matita della natura”

Autore: William Henry Fox Talbot

(scroll down for English version)

«Questa piccola opera che si offre oggi al pubblico è il primo tentativo di pubblicare una serie di tavole o immagini realizzate attraverso la nuova arte del disegno fotogenico, senza il minimo ricorso alla matita dell’artista» William Henry Fox Talbot

Così William Henry Fox Talbot introduce al pubblico il suo libro, un piccolo ma prezioso manufatto a stampa dell’800 che ha segnato la storia della fotografia.

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Color cover of “The Pencil of Nature”, 1844 http://www.metmuseum.org/art/collection/search/267022

Pubblicato in fascicoli per sei edizioni tra il 1844 ed il 1846 dalla Longman, Brown, Green & Longmans di Londra, “La matita della natura” (“The Pencil of Nature”) rappresenta la prima riflessione teorica sulla fotografia; uscita trascorsi appena cinque anni dall’annuncio ufficiale della sua invenzione. Sebbene, in realtà, sia il secondo libro realizzato integrando testo ed illustrazioni fotografiche (il primo fu un’opera in tre volumi intitolata “Photographs of British Algae: Cyanotype Impressions”, della botanica e fotografa Inglese Anna Atkins, sebbene pubblicato solo privatamente in edizione limitata e con testo scritto a mano), a livello commerciale è proprio l’opera di Talbot che riesce a fregiarsi del titolo di primo libro fotografico commercializzato; paragonabile per importanza alla Bibbia di Gutenberg per l’arte della stampa. 

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Partendo da alcune osservazioni introduttive e brevi cenni storici riguardo la nascita della fotografia, l’opera riporta in dettaglio tutte le scoperte fatte dall’autore, includendo 24 stampe calotipiche da lui realizzate (23 stampe a carta salata ed un disegno fotogenico negativo originale) che, spaziando tra natura, architettura e still-life includendovi anche stampe, incisioni e schizzi, nel complesso raffigurano tutte le possibili applicazioni della tecnica da lui ideata; ognuna seguita da brevi testi descrittivi delle tecniche impiegate per realizzarle.

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Articles of China, Plate III from The Pencil of Nature – Attribution: William Fox Talbot, Public domain, via Wikimedia Commons

L’obbiettivo sostanziale dell’autore era quello di proporre la fotografia e le sue applicazioni come una nuova forma d’arte in grado di catturare la realtà, e di veicolarne i significati, con una forza maggiore rispetto alle tecniche utilizzate fino ad allora; spiegandone il funzionamento e sostenendo con vigore quanto rivoluzionaria essa poteva diventare nel futuro.

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http://www.metmuseum.org/art/collection/search/267022

Come espresso chiaramente dall’autore stesso, le tavole contenute nel libro sono state “disegnate dalla mano della natura”, perché ottenute “con la sola azione della luce su un foglio sensibile” e create “esclusivamente attraverso strumenti ottici e chimici, senza alcun apporto di persone versate nell’arte del disegno”, e “se si dimostrano ancora carenti in qualcosa è per via della nostra incompleta conoscenza delle sue leggi” che, quando sarà completata, “si avvicineranno senza dubbio alla perfezione”; e “sapranno certamente trovare i campi in cui essere utilizzate in virtù della fedeltà dei dettagli rappresentati e della correttezza della loro prospettiva”.

Parole che, ad oggi, potremmo dire quasi “profetiche”, visto il largo utilizzo ed il forte potenziale delle fotografie nei campi di applicazione più disparati.

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Nicolass Henneman holding a copy of The Pencil of Nature, 1844, William Henry Fox Talbot © Science Museum Group collection. Creative Commons BY-NC-SA

Di seguito, potete vedere alcune delle tavole pubblicate nel libro:

L’opera è stata realizzata in ben 300 copie tra il 1844 ed il 1846, e ad oggi è noto che ne esistano ancora circa 40 copie.

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http://www.metmuseum.org/art/collection/search/267022

In Italia, nessuna biblioteca possiede una copia completa dell’originale, e non è semplice neanche consultare le due edizioni in facsimile realizzate negli USA; rispettivamente nel 1969 e nel 1989. Tuttavia, un esemplare del primo dei sei fascicoli originali è custodito nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze”, mentre alcune copie dell’Ed. 1969 risultano esistenti, rispettivamente, nella “Biblioteca d’Arte dei Musei Civici di Torino”, nell’ “Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione di Roma” e nella “Biblioteca Nazionale di Potenza”. Ironia della sorte, però, è proprio il facsimile del 1989, che è stato stampato interamente in Italia, ad essere mancante nelle biblioteche italiane; un’opera peraltro di alto valore sia per le arti grafiche che per la bibliofilia oltre che per la fotografia.

Qui sotto potete vedere un video interessante del George Eastman Museum, dove vengono illustrati il processo calotipico di Talbot ed una copia del libro originale.

Di seguito è visibile la copertina di un’edizione  di recente realizzazione:

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Buona lettura a tutti, e “buona luce”!

Fonti:

William Henry Fox Talbot, “The Pencil of Nature”, Ed. Longman, Brown, Green, and Longmans, London, 1844

William Henry Fox Talbot, “La matita della natura”, traduzione di Alessandro Gianetti, Casimiro, 2017

Sonny Maley, William Henry Fox Talbot – The Pencil of Nature, Book of the Month Archive, University of Glasgow – Special Collections Department,   February 2007

Larry J. Schaaf, “Happy Birthday to the Pencil of Nature”, The Talbot Catalogue Raisonnè, 24th June 2016

Roberto Signorini, “Alle origini del fotografico”, collana Mediaversi, CLUEB Editore, Petite Plaisance, Bologna, 2007

George Eastman Museum, youtube channel

National TrustLacock Abbey, Fox Talbot Museum and Village

Preus Museum (Horten, Norway), “William Henry Fox Talbot, The Pencil of Nature”, Discover the Exhibitions, Horten, Norway 

Tavole: Category:The Pencil of Nature, Public Domain, commons.wikimedia.org

Tavole: The Pencil of Nature, Public Domain, The Metropolitan Museum of Art

Foto Nicolass Henneman: Colin Harding, “P is for ‘the Pencil of Nature’: a Wonderful Illustration of Necromancy”, Science+MediaMuseum, 27 March 2014

Foto copertina: The Talbot Catalogue Raisonné, A Scene in a Library: Part Two – Imaginatively

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ENGLISH VERSION:

The Pencil of Nature

Author: William Henry Fox Talbot

(photographs are visible in the Italian version above)

« The little work now presented to the Public is the first attempt to publish a series of plates or pictures wholly executed by the new art of Photogenic Drawing, without any aid whatever from the artist’s pencil»  William Henry Fox Talbot

That’s the way the author introduces his little but precious ‘800s printed book to the public, so that living his mark on the history of Fotography.

Issued in fascicles by Longman, Brown, Green & Longmans of London for six editions from 1844 to 1846, as a matter of fact, “The Pencil of Nature” was the second photography book appearing in the cultural landscape of that time, as the first one was, in fact, the handwritten book by the English botanist and photographer Anna Atkins called “Photographs of British Algae: Cyanotype Impressions”; that was published in 1843 as a private and limited edition. However, “The Pencil of Nature” is a real milestone in the art of the book, thus being in fact recognised as the first ever commercially published book combining text and photographs; other than being considered a sort of “Gutenberg Bible” for Photography. Furthermore, this important work has been even considered the first ever theorethical reflection on Photography; just coming out 5 years later from the announcement of its invention.

Starting with opening remarks and a brief historical background concerning photography, this remarkable book went on detailing the auhtor’s discoveries with 24 of his own calotypes (that are 23 original salt prints and one original photogenic drawing negative, respectively), thus ranging from nature to architecture and still-life including  typical printings, sketches and engravings as well; hence illustrating the tecnical applications of Talbot’s inventions as well as the whole idea of Photography at the time.

As a matter of fact, each plate was followed by a brief text explaining how it was taken, therefore highlighting how revolutionary and innovative Photography would have been in the near future if just compared with the previous techniques. With this in mind, Talbot was going to propose Photography as a new kind of Art, thus revealing how successful it was in conveying both, menings and reality as well, other than pointing out how much stronger was Photography  than any of the other renowned Arts.

As the author says, the plates of this work are “impressed by Nature’s hand”, “obtained by the mere action of Light upon sensitive paper” and “formed or depicted by optical and chemical means alone, and without the aid of any one acquainted with the art of drawing”. As a consequence, “what they want as yet of delicacy and finish of execution arises chiefly from our want of sufficient knowledge of her laws”. Therefore, “when we have learnt more, by experience, respecting the formation of such pictures, they will doubtless be brought much nearer to perfection”, and “they will surely find their own sphere of utility, both for completeness of detail and correctness of perspective”.

Phrofetic words, we could say, considering that Photography is ranging over lots of fields nowadays.

As a matter of fact, 300 copies of that book had been printed between 1844 and 1846, but only about 40 of them seems to have been survived up to now.

As far as Italy is concerned, no copies of the complete ‘800s work are available in italian libraries nowadays. Besides, the 1969-1989 USA facsimile editions are not so easy to be consulted, actually. However, one of the original first fascicles of this ancient book is now preserved inside the “Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze”, whereas a copy of the 1969 USA facsimile is accessible in Turin, Rome and Potenza as well (that are inside the “Biblioteca d’Arte dei Musei Civici di Torino”, the Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione di Roma” and the Biblioteca Nazionale di Potenza”, respectively). But ironically, none of the 1989 USA facsimiles is now available all over the Italian boot, notwithstanding its being a high-value “printed in Italy” work which is really important for Photography, graphic Arts and bibliophilia as well.

Some of the plates included in the book are showed in the Italian version above, together with an interesting video of the George Eastman Museum showing an original copy of that masterpiece.

Enjoy the read, I hope all of you will have lots of fun with it!

Sources and pictures: please, see Italian version

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