la periferia romana potrebbe svelare presto un segreto celato da quasi 2000 anni, riportando alla luce le spoglie di San pietro

(scroll down for English version)

“E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli” (Matteo 16,18-19)

Recentemente, sulla rivista scientifica internazionale “Heritage”, è apparso uno studio intitolato “The Search of St. Peter’s Memory ad catacumbas in the Cemeterial Area ad Duos Lauros in Rome”, a cura di tre studiosi italiani che individuerebbero la tomba dell’apostolo Pietro nelle ampie catacombe “at duos lauros” (meglio conosciute come le catacombe dei Santi Marcellino e Pietro); nel quartiere di Tor Pignattara.

Ci troviamo nel Complesso Archeologico ad Duas Lauros, al terzo miglio di Via Labicana, vincolato come area di importanza archeologica dal Decreto Ministeriale il 16 aprile 1987 ai sensi della legge 1098 dell’1 giugno 1939. Un complesso che sorge nel cosidetto Fundus Laurentum (o Laurentus), un possedimento imperiale di proprietà di Elena (la madre dell’Imperatore Costantino) che si estendeva dalla Porta Sessoriana (l’attuale Porta Maggiore) fino al Mons Gabus (il mausoleo detto “Monte del Grano”, presso Piazza dei Tribuni); compresa tra le vie Prenestina e Latina. 

Complesso Archeologico Ad Duas Lauros, Perimetrazione dell’area nel DM del 16 aprile 1987

Lo studio parte dall’evidenza che, ad oggi, gli esperti ormai concordino sul fatto che, ad un certo punto, le spoglie di Pietro furono spostate dalle grotte vaticane alle catacombe, sulla base sia degli eventi scaturiti dagli scavi compiuti tra il 1940 e il 1949 sotto l’altare della Basilica di San Pietro in Vaticano (dove venne ritrovato un piccolo monumento del II secolo che ricordava il luogo del suo martirio), che della “Depositio Martyrum” dell’anno 336 d.C. (dove si evince che i suoi resti siano stati successivamente spostati “ad catacumbas”).

L’analisi del “Liber Pontificalis” del IV secolo d.C. però, come si evince dallo schema fornito dagli stessi autori all’interno dello studio (riportato nella figura seguente), ha consentito agli studiosi di andare ben oltre il confermare quanto asserito già dalle numerose testimonianze storiche che, dal I al IV secolo d.C., attestano la presenza ed il martirio dell’apostolo nella capitale dell’Impero.

Questo è lo schema sviluppato dai tre autori dello studio per presentare in sintesi la pianificazione della ricerca da loro svolta. Fonte: De Caro, L.; La Greca, F.; Matricciani, E. The Search of St. Peter’s Memory ad catacumbas in the Cemeterial Area ad Duos Lauros in Rome. Heritage 2021, 4, 479-506. https://doi.org/10.3390/heritage4010029

Lo studio rivela infatti che, tra le varie basiliche romane antiche attribuite a Costantino (tra cui San Pietro, San Giovanni in Laterano e Santa Croce in Gerusalemme), l’unica edificata con certezza dall’Imperatore sarebbe, in realtà, proprio quella di Tor Pignattara. Una basilica eretta tra il il 315 e il 326 d.C. proprio laddove l’Imperatore costruì anche il Mausoleo dinastico per sé e la madre Elena ed ancora in uso verso la fine dell’VIII secolo d.C., ma progressivamente abbandonata durante il Basso Medioevo ed andata completamente in rovina senza lasciare nulla di visibile.

Inoltre, l’analisi del “Liber Pontificalis ha consentito agli studiosi di appurare un’inversione nei nomi dei Santi a cui le catacombe furono intitolate. Inversione che, fino ad oggi, ha celato il fatto che le Catacombe dei Santi Marcellino e Pietro anticamente sarebbero state, in realtà, intitolate proprio all’apostolo Pietro, e che la Basilica “ad duos lauros” era, nei fatti, la vera Basilica Costantiniana di San Pietro.

Il successivo ritrovamento nelle catacombe di un’epigrafe sepolcrale su Pietro, risalente alla metà del IV secolo, e di un affresco rappresentante San Pietro che regge un cartiglio, uniti allo studio delle caratteristiche inusuali di basilica e mausoleo, hanno permesso agli autori di mostrare come gli edifici sarebbero, in realtà, parte di un’unica pianta architettonica, e che la loro progettazione nasconderebbe in se degli indizi per localizzare, in modo univoco, il luogo di sepoltura di San Pietro proprio nell’area dei ritrovamenti di cui sopra.

Una scoperta che, se sarà confermata da eventuali scavi, avrà un’enorme portata storica non solo per l’archeologia in se, ma soprattutto per la Chiesa; trasformando il Giubileo del 2025 in un evento unico.

Per ulteriori approfondimenti:

Fonti iconografiche:

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ENGLISH VERSION:

Finally, an Important Ancient Secret is Going to Be Unveiled in Rome: St. Peter’s Burial Site May Come to Light Soon in the Cemeterial Area ad Duas Lauros

(photographs are visible in the Italian version above)

18 And I tell you that you are Peter,[a] and on this rock I will build my church, and the gates of Hades[b] will not overcome it. 19 I will give you the keys of the kingdom of heaven; whatever you bind on earth will be[c] bound in heaven, and whatever you loose on earth will be[d] loosed in heaven.” (Matteo 16, 18-19)

A reasonant study, called “The Search of St. Peter’s Memory ad catacumbas in the Cemeterial Area ad Duos Lauros in Rome”, has been recently published on the international scientific journal “Heritage”.

According to the authors, the burial site of St. Peter may be in the Catacombs of the Sts. Marcellinus and Peter (part of the archaeological site “ad Duos Lauros”, in the district of Tor Pignattara). As a matter of fact, that area was part of the ancient “Fundus Laurentum” (or Laurentus), an imperial property of the Emperor Constantine’s mother Helen just spreading between “via Prenestina” and “via Labicana” from “Porta Sessoriana” (now “Porta Maggiore”) to “Mons Gabus” (the mausoleum of “Monte del Grano” near the actual “Piazza dei Tribuni”).

As a starting point of the research, the authors mentioned both, the developments of the 1940-1849 excavation campaign below the Altar of Confession in the nave of St. Peter’s Basilica (where a little 2nd century monument recalling Peter was found) and the “Depositio Martyrum” of 336 AD as well (according to which, St. Peter’s commemoration was ad catacumbas and not in the Vatican hill); thus highlighting how much scholars now agree about the eventual repositioning of St. Peter’s remains from the Vatican caves to one of the Roman catacombs.

Besides, thanks to an ancient 6th-century-AD manuscript of the “Liber Pontificalis, the study not only confirmed what many previous historical evidences had extensively claimed concerning both, presence and martyrdom of St. Peter in the capital of the Roman Empire, but even revealed important discoveries concerning, firstly, the unique and indisputable Constantinian Basilica and, secondly, the origins of Sts. Marcellinus and Peter’s Catacombs (in the italian version, you can see the authors’ planning of the research available on-line by the Herald article).

As a matter of fact, many Cathedrals have been attributed to the Emperor Constantine over time (among which St. Peter, Saint John in Lateran and the Basilica of the Holy Cross in Jerusalem). However, according to the “Liber Pontificalis” (which is recognised as the only written source concerning Constantinian Basilicas built in Rome), the only Basilica attributable with certainty to the Emperor like the constantinian dynastic Mausoleum was, in fact, the one he had built likely very close to the site where St. Peter’s memory and remains could have been located before: that is the ancient Basilica “ad Duas Lauros”.

Unfortunately, that ancient 315-326 AD Basilica has been lost since the Late Middle Ages. However, the “Liber Pontificalis let authors discover a name revearsal occurred over time too; thus unveiling Catacombs’ being originally dedicated to St. Peter.

Therefore, they looked for St. Peter’s memory in the catacombs; hence finding out some striking archeological finds on St. Peter’s memory near a particular cubicle (a sepulchral epigraph and a fresco depicting St. Peter holding a scroll). Besides, they also developed a geometrical and mathematical study about the unusual architectonic characteristics of the Basilica “ad duas lauros” and the Mausoleum of St. Helen as well; thus revealing that both buildings were part of a single architectonic plan. An ancient project that, in fact, could have been designed for coding important information on St. Peter’s burial site unambiguously.

Without doubt, finding St. Peter’s remains would be a discovery of a great value for both, human history and the Church itself, being able to turn 2025 Jubilee into an absolutely unique and memorable event.

For further information, please see:

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