Asparagi “a regola d’arte”

 (scroll down for English version)

Per l’approfondimento completo, comprensivo di storia, letteratura, caratteristiche generali, virtù, galateo e tipicità italiane degli asparagi, clicca sul seguente link: ASPARAGUS NOBILIS.

Sembra proprio che il mondo dell’arte, nel tempo, abbia saputo cogliere ampiamente le qualità degli asparagi, riuscendo a trasporne persino il gusto semplice e raffinato; peraltro senza mai mancare di ritrarne le virtù secondo il loro “profilo migliore”.

Partiamo da alcuni splendidi mosaici ed affreschi millenari risalenti alla Roma Antica, per poi passare alle opere d’arte di pittori classici e moderni, e successivamente scopriremo quanto sia presente, nel mondo, una vera e propria cultura degli asparagi, diffusa grazie ad alcuni musei più o meno dedicati che ne raccolgono e conservano la storia, per poi passare, infine, al contributo dell’arte scultorea; che ne omaggia le virtù attraverso statue e fontane.

Di seguito, potete vedere alcuni mosaici ed affreschi ritrovati, rispettivamente, nello splendido sito archeologico di Pompei all’interno della Casa dei Vettii, in una villa di Napoli a Stabia ed in due ville di Roma, a Tor Marancia vicino alle catacombe di Domitilla, ed a Toragnola (questi ultimi sono fruibili nei Musei Vaticani).

Nel tempo, poi, sono stati vari i pittori catturati dal loro fascino e dalla loro simbologia. Gli asparagi sono, ad esempio, protagonisti indiscussi in un paio di dipinti di Édouard Manet, due tele tra di loro collegate da una storia curiosa che vede il critico d’arte e collezionista Charles Ephrussi pagare ben 1.000 franchi per il primo dipinto (“Mazzo di asparagi”), nonostante il prezzo fosse in realtà di 800 franchi, ed il pittore dipingere il secondo quadro (“L’asparago”) per riconoscenza, donandolo poi al generoso committente accompagnato da un biglietto di ringraziamento che recitava: «Il en manquait une à votre botte»; ossia «Ne mancava uno al vostro mazzo».

Anche il pittore Italiano Giovanni Segantini dipinse un folto mazzo di asparagi in primo piano nel dipinto “Natura morta” del 1886, custodito a Bergamo, come pure il connazionale Panfilo Nuvolone che, nella metà del XVII secolo, realizzò il dipinto “Natura morta con scodella di asparagi su sgabello, canestra di ciliegie, pere e mele su un tavolo, e in alto piatto con cacciagione e grappoli di uva bianca e rossa e larghe foglie“.

Il pittore olandese di still life Adriaen Coorte li ritrasse, poi, in svariati modi e con una luce particolare, ad esempio assieme ad un fiore di carciofo nel 1682 (in mostra nel Kurpfälzisches Museum di Heidelberg – Germania), con del ribes rosso nel 1695-96 (National Gallery of Art, Washington DC, online collection) e contornato da uva spina fragole nel 1703 (collezione privata), mentre il pittore, disegnatore ed incisore fiammingo Jan Fyt ne dipinse ben due mazzi tra i fiori del suo “Vase of Flowers and Two Bunches of Asparagus”, realizzato nel 1650.ca ed ora in mostra al Museo Nacional Thyssen-Bornemisza di Madrid. Sempre due mazzi di asparagi sono presenti anche nel dipinto di un altro pittore Fiammingo, Jacob Foppens Van Es, nel suo “Still life with bunches of asparagus”, realizzato nel 1631 (collezione privata), ed un olio su tavola della pittrice francese Louise Moillon ne accompagna un mazzo ad uno splendido cesto di frutta nel suo “Still Life with a Basket of Fruit and a Bunch of Asparagus” del 1630 (Art Institute Chicago).

Un esempio più contemporaneo, poi, è quello di Francesco Trombadori, che nel 1928 lo ritrae nel suo “Still life with Asparagi” accanto ad un delizioso piatto bianco e blu (Galleria d’Arte Moderna, Roma). Ma c’è un dipinto in cui gli asparagi appaiono persino nel loro aspetto più “succulento”: si tratta del famosissimo dipinto settecentesco del pittore veneziano Giovanni Battista Piazzetta “La Cena di Emmaus” (Cleveland Museum of Arts), dove è ben visibile un bel piatto di asparagi bianchi; probabilmente preparato secondo la tipica ricetta bassanese.

E’ piuttosto evidente, quindi, la presenza di una vera e propria cultura dell’asparago che è più o meno profondamente radicata in svariati paesi del mondo, tanto che sono nati alcuni musei a loro interamente dedicati: il Museo degli asparagi della Bassa Sassonia a Nienburg, che racconta la storia di 150 anni degli asparagi della Bassa Sassonia, ed il Museo Europeo degli Asparagi (Europäisches Spargelmuseum) di Schrobenhausen, dedicato alla storia, alla cultura, all’arte ed alle svariate curiosità offerte da questo “regale ortaggio” (attrezzi per la sua coltivazione, oggetti ed utensili per la cucina e per la tavola sia in porcellana che in argento, quadri, libri e molte altre cose inerenti a questo tema). Anche in Italia è presente un museo dove poterne approfondirne in qualche modo la storia, si tratta del Museo Civico Etnografico Lomellino situato nella cosiddetta “città dell’asparago” di Cilavegna, nella provincia Lombarda di Pavia; dove è esposto del materiale agricolo relativo soprattutto alla coltura del riso e degli asparagi.

Un’ampia cultura a cui sembra che anche la scultura abbia voluto rendere omaggio, in particolare in Germania dove, rispettivamente, nella città di Schwetzingen è ben visibile una statua dedicata ad una coltivatrice di asparagi nella piazza del mercatomentre nella città di Nienburg/Weser è possibile ammirare una deliziosa fontana di asparagi creata dall’artista Helge Michael Breig, dove cinque figure in bronzo raffigurano il ​​lavaggio, la cernita e la vendita di asparagi.

Un ortaggio, quindi, ricco di virtù che l’Arte ha saputo ritrarre nei modi più disparati, donandogli la nobiltà che merita senza mai tralasciarne la storia e l’importanza, con quel tocco di estro che lo rende unico in ogni sua posa.

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Fonti:

Consultare il seguente LINK, alle voci:

  • Arte e cultura: informazioni ed iconografia
  • Storia, letteratura, poesia, galateo, tipologie e virtù: informazioni ed iconografia

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ENGLISH VERSION:

Asparagus and the Arts 

(all photographs are visible in the Italian version above)

Read the full insight concerning asparagus on the following link: ASPARAGUS NOBILIS

Artists have portrayed asparagus more and more over time, from mosaics to frescos, rather than paintings and sculptures as well, thus turning their simple but refined taste into timeless masterpieces showing nothing but their best side; whathever the Art is.

Firstly, let’s talk about the wonderful millennial frescos and mosaics of the Ancient Rome depicting asparagus. On the Italian version above, you can see some examples that had been found in very well-known archeological sites from Rome to Pompeii and Stabiae, respectively.

However, many other beautiful paintings would have been tried to capture both, charm and symbolism of asparagus over time. For instance, asparagus are the undisputed protagonists in a couple of well-known paints by Édouard Manet, which are joined together by quite an interesting story concerning the appreciation of the Arts. We are talking about “Une botte d’asperges” and “L’Asperge”, both of them realised in 1880 and, nowdays, showed in the Musée d’Orsay in Paris. According to that story, the critic and art collector Charles Ephrussi bought the first painting paying 1.000 francs instead of the 800 francs requested by the author. Consequently, the painter realised the second picture as a gift for the generous buyer, accompanying it with a card saying: «Il en manquait une à votre botte»; that is «one was missing to your bundle» (see pictures of them in the Italian version above).

Then, some other examples are the “Natura morta” by Giovanni Segantinirealised in 1886 and now in Bergamo, and the “Natura morta con scodella di asparagi su sgabello, canestra di ciliegie, pere e mele su un tavolo, e in alto piatto con cacciagione e grappoli di uva bianca e rossa e larghe foglie” by Panfilo Nuvolone, realised in the second half of the 17 century a.D. and now in Milan. Not to mention the many still life depicting asparagus by the Dutch Golden-Age painter Adriaen Coorte (for instance, “Still life with asparagus and an artichoke”, 1682, on display in the Kurpfälzisches Museum in Heidelberg, Germany, and the “Still Life with Asparagus and Spray of Red-Currants”, 1696, Pieter C.W.M. Dreesmann Collection), and whitout forgetting the “Vase of Flowers and Two Bunches of Asparagus” by the Flemish Baroque painter, draughtsman and etcher Jan Fyt, realized in 1650.ca and, now, on exhibit in the Museo Nacional Thyssen-Bornemisza in Madrid, as well as the “Still life with bunches of asparagus” by Jacob Foppens Van Es, realised in 1631 and now in Sotheby’s (see pictures of them in the Italian version above), and the bunch of asparagus going with a beautiful fruit basket by Louise Moillon (“Still Life with a Basket of Fruit and a Bunch of Asparagus”, 1630, Art Institute Chicago). See pictures of them in the Italian version above. 

Besides, a more contemporary painting matches fresh asparagus with a lovely white-and-blue plate, that is the “Still life with Asparagi” by Francesco Trombadori, realised in 1928 and now on exhibit in the Galleria d’Arte Moderna in Rome. But, in fact, asparagus had been even depicted ready to be eaten, as we can see in the famous eighteenth-century painting “La Cena di Emmaus” (Cleveland Museum of Arts), by the Venetian painter Giovanni Battista Piazzetta. A masterpiece where an impressive dish of white asparagus is clearly visible on the table; maybe prepared just following the traditional cuisine of Bassano (see pictures of them in the Italian version above). 

With this in mind, it’s quite clear that asparagus are more or less widespread all around the world; thus becaming an important part of  their cultural heritage. Particularly in Germany, where even two interesting museums have been found: the “Lower Saxony Asparagus Museum” in Nienburg, telling a 150-year history of asparagus growing in the Lower Saxony, and the “Europäisches Spargelmuseum” in Schrobenhausen, where discovering history, culture, the Arts and even more concerning this “regal” vegetable, from farm equipment to porcelain and silver kitchen utensils, up to even paintings or books and much more. However, Italy loves asparagus as well, even with a little museum telling not only its history, but also other local traditions concerning agricolture. That is the Museo Civico Etnografico Lomellino of Cilavegna (known as “the city of asparagus”, in the province of Pavia, Lombardy). You can see some pictures of these museums in the Italian version above.

Furthermore, sculpture paied its homage to asparagus as well. Particularly in Germany, where a statue representing  an asparagus farmer is proudly standing out in the market square of Schwetzingen, and even an impressive fountain by the artist Helge Michael Breig, with five bronze figures representing whashing, selection an sale of asparagus, is just admirable in Nienburg/Weser (see pictures of them in the Italian version above). 

Therefore, both history and virtues of asparagus have been always portraied by the artists over time, giving it such a nobility that always success in surprising their viewers, together with a touch of flair that makes it even more unique; whatever the pose.

Sources and pictures: please, see the Italian version above

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