Roma, Parco Archeologico del Colosseo: rinvenuta la leggendaria tomba di Romolo?

(Scroll down for English version)

Scoperto nel Foro un ambiente ipogeo, con sarcofago in tufo del VI secolo a.C. accanto a quello che sembra un altare: è il santuario sepolcrale dedicato a Romolo ipotizzato dall’archeologo ed architetto Giacomo Boni agli inizi del 1900?

All’interno del Parco Archeologico del Colosseo, dopo circa un anno dall’inizio della campagna di scavi avviata nell’ambito dei nuovi studi condotti sulla documentazione prodotta, agli inizi del ‘900, dall’archeologo Giacomo Boni, un team di esperti ha portato alla luce quello che potrebbe essere proprio l’heroon ipotizzato da Boni, ossia il santuario sepolcrale che i romani dedicarono al fondatore e primo re di Roma. Si parla di santuario perché la datazione della tomba monumentale risale a circa 200/300 anni dopo la presunta fondazione di Roma; facendo così supporre che il sepolcro sia un monumento funerario simbolico volto a commemorare ed onorare la memoria del fondatore e non a contenerne le spoglie.

Come dichiara un comunicato diramato dal Parco Archeologico del Colosseo, l’ambiente sotterraneo è ubicato al di sotto della scalinata di accesso al complesso della Curia-Comitium (complesso dove anticamente si svolgevano le funzioni politiche della costituzione romana, dove il senato si riuniva) ed a pochi metri dal “Lapis Niger” portato alla luce da Boni nel 1899, che alcune fonti collegano alla morte di Romolo (si tratta di un sito, anticamente ricoperto da lastre di marmo nero, nel quale fu rinvenuto un altare con un cippo recante un’iscrizione in latino arcaico che Boni associò ad un passo di Sesto Pompeo Festo, dove lo scrittore accennava ad una “pietra nera nel comizio” – lapis niger in Comitio – collegata, secondo leggenda, alla morte di Romolo).

Un’ubicazione che coincide, poi, con quello che le fonti tramandano come il punto “post rostra” dietro i Rostra repubblicani (i Rostri, in latino Rostra, erano le tribune dalle quali i magistrati tenevano le loro orazioni nel Foro Romano, e devono il loro nome ai rostri – ossia alle prue delle navi nemiche catturate nella battaglia di Anzio del 338 a.C. con cui furono ornate); posizione in cui si collocherebbe il sepolcro di Romolo secondo la lettura di un passo dello scrittore romano Marco Terenzio Varrone da parte degli Scoliasti di Orazio (Epod. XVI)

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Conferenza stampa Venerdì 21 febbraio

Venerdì 21 febbraio, alle ore 11:00, il direttore del parco Alfonsina Russo presenterà la scoperta alla stampa, ed assieme al team di archeologi e architetti che hanno partecipato alla scoperta parlerà dello scavo e di come questo sarà valorizzato nel prossimo futuro.

 

Fonti:

http://www.rainews.it :    Roma, scoperto nel Foro ambiente ipogeo con sarcofago del VI secolo a.C: è la tomba di Romolo?

http://www.artribune.com    Romolo al Foro Romano. Scoperto un sarcofago dedicato al fondatore di Roma

http://www.ansa.it:    Al Foro romano emerge ambiente ipogeo con sarcofago

http://www.romasegreta.it:    Rostra

http://www.romadailynews.it :  Tomba di Romolo, una controversia forse risolta

http://www.foxnews.com :  Ancient Rome stunner: Sarcophagus dedicated to Romulus discovered

Fotografie: https://parcocolosseo.it ; http://www.artemagazine.itForo romano, scoperto un ambiente sotterraneo con un sarcofago e un altare. Potrebbe essere la tomba di Romolo   ;  http://www.romadailynews.it , Tomba di Romolo, una controversia forse risolta

 

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ENGLISH VERSION:

A New Extraordinary Archaeological Find in Rome, the “Lost Tomb of Romulus” May Have Been Finally Coming to Light

A hypogeum with a tuff sarcophagus from the 6th century BC, and what experts believe may be an altar, have just been discovered underneth the Roman Forum, inside the Parco archeologico del Colosseo, thus making archaeologists think about the lost shrine dedicated to Romulus; the legendary founder and first king of Rome.

 

A team of experts re-examined the records left by a 19th-century archaeologist and architect Giacomo Boni, together with many classical texts, working on the assumption that the sarcophagus discovered by Boni “is linked to the cult of Romulus“. The experts claim that they may have located the over 2,500-year-old “tomb” near the main complex of public buildings which includes the Curia (that is the ancient Roman Senate) and the “Rostra” (that is the speaker’s podium where magistrates’ pronouncements were made).

As a matter of fact, the well-known 19th-century archeologist claimed that he found an archaic Roman stone casket that, according to classical texts, could have been identified as “the lost shrine dedicated to the first king of Rome” (shrine ‘cause the tomb is supposed to be a symbol made to commemorate and honor his memory and will not contain any remains which would prove his historical existence, as this tomb was buried about 200/300 years after his alleged founding of Rome). Then, Boni left the sarcophagus in place and sealed it up again.

Now, considering that the Forum was the center of public life in ancient Rome as well as the center of the cult of Rome’s first king and founder, and given that the sarcophagus was found just where some ancient Roman sources placed it, that is not far from the Comitium (an open space where public and religious assemblies were held in Rome), closely to the Rostra (as reported by some ancient roman sources referring to Marco Terenzio Varrone) and near the so-called “Lapis Niger” (an ancient black-marble-covered shrine, with one of the oldest Latin inscription that Boni connected to another ancient Roman source by Sesto Pompeo Festo concerning the “Black Stone in in the Comitium” – lapis niger in Comitio – connected to the legend of the grave of Romulus), therefore it’s quite sure that one of the most important archaeological findings of nowdays can be just around the corner.

Press conference about the discovery will take place on Friday 21st:

The discovery will be unveiled on Friday 21st by the Director of the Colosseum Archaeological Park Alfonsina Russo, which is overseeing the excavations.

 

Pictures and Sources: please, see Italian version

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